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OGGI IN LUTTO SEMPRE IN LOTTA UNIVERSITA' E SCUOLA ANCORA IN PIAZZA  Oggi pomeriggio per le vie del centro di Genova ha sfilato un corteo funebre con tanto di bare, requiem, ceri, fiori e partecipanti vestiti a lutto. Le compiante estinte sono la cultura e l’istruzione pubblica, assassinate brutalmente dal decreto Gelmini. Ascolta Teo e Irene, studenti di Lettere - Luca, studente di Lingue, Sabrina, ricercatrice Università di Genova Ascolta le voci dal furgone del corteo audio1 - audio2 - audio3 Guarda le FOTO
La sfilata parte da via Balbi, cuore della lotta che gli studenti stanno portando avanti per difendere l’università pubblica in Italia, coinvolgendo 4000 giovani assiepati dietro lo striscione di apertura che recita “oggi in lutto sempre in lotta” a testimoniare la volontà di non fermarsi fino al ritiro del decreto Gelmini. Durante il percorso per le vie cittadine il “cordoglio” lascia spazio alla voglia di farsi sentire, di riaffermare con tutta la voce che non saranno gli studenti a pagare la crisi. Ad attendere il corteo in Piazza De Ferrari c' è il presidio dei ricercatori precari e del comitato S.O.S. Scuola, che raccoglie insegnanti della scuola primaria bambini e genitori, tutti insieme si prosegue fino a tornare alle facoltà dalle quali si era partiti. Qui sono ancora riuniti i docenti , il rettore e le istituzioni pubbliche cittadine a discutere del decreto Gelmini, l’entrata degli studenti porta nell’aula la voce di chi è già in lotta, di chi, con le mobilitazioni di questi giorni, i blocchi della didattica, i cortei, intende difendere la cultura, la ricerca, la formazione, l'istruzione pubblica, dalla volontà distruttrice e dall’ottica aziendalista di Tremonti e Berlusconi, che sottraggono fondi a ricerca e formazione per tentare di ripianare la crisi finanziaria delle banche. Non saranno gli studenti a pagare questa crisi, perché il futuro è qui e comincia adesso. |