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domenica 05 settembre 2010
Scritte contro Bagnasco a Sampierdarena PDF Stampa E-mail

Scritta contro Bagnasco sulla CattedraleTre scritte contro il vescovo di Genova e presidente della CEI Bagnasco compaiono a Sampierdarena e subito alcune agenzie di stampa nazionali alludono maliziosamente alla presenza nello stesso quartiere del centro sociale Zapata.
Una cosa, in primo luogo, va quindi detta chiaramente: il centro sociale Zapata non minaccia di morte nessuno, se deve esprimersi su qualcosa o su qualcuno, lo fa firmandosi pubblicamente, senza ipocrisie o reticenze e senza, infine, fare ricorso a simbolismi “lottarmatisti” che non condivide, e che sopratutto non appartengono alla storia ed al DNA del percorso che ha portato all’esperienza dei Centri Sociali Autogestiti. Guarda le immagini

 

 BAGNASCO VERGOGNA!

Tre scritte rivolte contro il vescovo di Genova e presidente della CEI  Bagnasco, compaiono a Genova Sampierdarena.
Sampierdarena è anche il quartiere dove, dagli anni ’90, vive quotidianamente l’esperienza del centro sociale Zapata.
Tale circostanza..”urbanistica” (conosciamo i meccanismi cui difficilmente la stampa si può sottrarre) viene maliziosamente evidenziata dalle agenzie e dai siti web che diffondono la notizia.
Una cosa, in primo luogo, va quindi detta chiaramente: il centro sociale Zapata non minaccia di morte nessuno, il centro sociale Zapata, se deve esprimersi su qualcosa o su qualcuno, lo fa firmandosi pubblicamente, senza ipocrisie o reticenze e senza, infine, fare ricorso a simbolismi “lottarmatisti” che non condivide, e che sopratutto non appartengono alla storia ed al DNA del percorso che ha portato all’esperienza dei Centri Sociali Autogestiti.

Detto ciò, vogliamo andare oltre, perchè pensiamo che Bagnasco dovrebbe davvero "VERGOGNARSI" delle posizioni assunte nelle ultime settimane (come suggeritogli da qualcuno sul portale della cattedrale di S. Lorenzo) e pensiamo che sia giusto dire qualcosa in merito.

Che tre scritte su un muro, per quanto violente, guadagnino l’onore delle prime pagine (seconde solo alle notizie provenienti da scenari davvero drammatici e di morte come quello afghano) è tristemente sintomatico del clima "da inquisizione" che ammorba sempre più la nostra società.

Verrebbe ingenuamente da chiederci: quante scritte, ogni giorno, più o meno minacciose, vengono vergate sui muri di ogni città su questo o quell’altro politico?
Perché Bagnasco, sia chiaro, è uomo politico.
Ragionevolmente, però, i TG non possono certo esser rassegna quotidiana delle scritte che compaiono sui muri delle città.

Ciò che invece davvero fa riflettere è come in questo paese si sia ripiombati in una dialettica tra laici e cattolici che ha dell’ottocentesco: in questo senso, conveniamo, che oggi – e non 5 o 15 anni fa- qualcuno senta il bisogno di scriver frasi come quelle, è preoccupante; come è preoccupante che non vi sia giorno nel quale i principali giornali e Tg non riportino la posizione del papa o del presidente della CEI su questo o quell'argomento.

Ciò che ci allarma davvero è che questo paese viva sotto una cappa medievale che nega legittimità e cittadinanza agli affetti, all’autodeterminazione, alle scelte sulla propria vita e sul proprio corpo in ambiti come quelli della coppia, della libertà di cura e di procreazione.
Ciò che comprendiamo a fatica è che CEI e Chiesa, mentre ogni giorno si parla di tagli alla spesa e rigore, usufruiscano a vario titolo di sgravi e finanziamenti che pesano per miliardi di euro.

Soprattutto è davvero sbalorditivo che una anonima scritta gratuita, che non costa nulla, fatta nottetempo da chissà chi, desti più allarme delle affermazioni, quelle si (lasciatecelo dire) davvero "violente ed inaccettabili", fatte da Bagnasco nell’influente autorevolezza del ruolo ricoperto, la presidenza della CEI.

Affermazioni che paragonano un blando D.D.L. sulle unioni di fatto ad un viatico alla pedofilia, mentre come se nulla fosse l’omosessualità viene tutti i giorni descritta come “disordine” e chi dovrebbe occuparsi di questioni pastorali e liturgiche, entra a piedi uniti nel dibattito politico pensando di imporre la propria morale (cui legittimamente ciascun cattolico può ispirarsi) anche a chi credente non è, nella totale subalternità del mondo politico.

Qualcuno ritiene di dover chieder conto allo Zapata delle scritte comparse a Sampierdarena.
Su questo, ci siam espressi chiaramente.

A noi verrebbe  invece di chieder conto alle gerarchie episcopali e vaticane  delle affermazioni che nel loro vigoroso attacco quotidiano all’affettività omosessuale vista come disordine, anomalia o malattia, legittimano e sostanziano quella cultura di persecuzione e violenza che, in taluni casi, sfocia in tragici episodi come il suicidio del giovane di Torino.

Centro Sociale Zapata Genova

 

La scorta 

Il General Bagnasco mentre fa la spesa nei vicoli 

 

Pagina MySpace del centro sociale Zapata

  MySpace Zapata

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